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Posted: 5 novembre 2004
Indagine
sulla propensione al risparmio e sulle aspettative degli italiani
2004.
L'Indagine sulla propensione
al risparmio e sulle aspettative degli italiani è realizzata
ogni anno dall'Associazione
delle Casse di Risparmio (ACRI), l'organizzazione che
rappresenta le Casse di Risparmio Spa e le Fondazioni Bancarie.
L'indagine relativa al
2004 è stata realizzata con il supporto tecnico di
IPSOS, ed è
stata presentata
alla stampa giovedì 4 novembre a Roma.
Il testo della presentazione, ricco di dati e commenti, può
essere consultato presso il sito dell'ACRI. Clicca
qui per leggere il documento in formato Powerpoint. Di
seguito sono riportati alcuni passaggi particolarmente significativi.
Secondo il rapporto, la situazione italiana
è dominata da un crescente sentimento di incertezza
e preoccupazione: l’indicatore ISAE,
che rileva il grado
di fiducia dei consumatori italiani, segnala un brusco
calo a partire dall’ottobre 2001: scende, infatti, dal
122 di allora (fatto 100 il livello di fiducia degli italiani
nel 1980) all’attuale 103, perdendo 4 punti nell’ultimo
anno.
Questo scenario negativo è confermato
dalle indicazioni di trend sul risparmio. Ben il 48% degli
Italiani dichiara di aver consumato tutto il proprio reddito
e solo il 34% afferma di essere riuscito a risparmiare, con
un decremento di 4 punti percentuali rispetto al 38% del 2003
(era il 47% nel 2002 e il 48% nel 2001). Circa il 20% delle
famiglie italiane si trova poi in seria difficoltà:
ha dovuto utilizzare risparmi accumulati (13%) o addirittura
ha dovuto ricorrere a prestiti (4%).
Anche peggiori sembrano le previsioni per il
futuro: solo il 15% degli Italiani pensa di risparmiare di
più nel prossimo anno, confermando un percorso in continua
discesa dal 2001, quando questa quota era del 32%. Il 44%
delle famiglie pensa, invece, di risparmiare meno (erano il
29% nel 2001).
Il futuro delle nuove generazioni non è
considerato roseo. In generale prevale una situazione molto
segmentata: metà degli intervistati pensa che il proprio
futuro sarà almeno un po’ migliore di quello
dei padri; altrettanti pensano invece che sarà peggiore.
Ma quando dal generale si passa agli aspetti particolari,
i dubbi si trasformano nella certezza di un peggioramento.
Gli Italiani pensano, infatti, che solo il livello dei servizi
quali sanità, scuola, servizi sociali migliorerà.
Tutto il resto tenderà al contrario a peggiorare: reddito
più basso; maggiore difficoltà nel trovare casa,
che avrà costi più elevati; minori occasioni
di occupazione e lavori più precari; bassissima possibilità
di risparmiare.
In sostanza un futuro assai meno sicuro e protetto.
Costruendo un indicatore di sintesi, oltre il 70% degli intervistati
è in qualche modo pessimista riguardo al futuro dei
giovani (27% fortemente pessimista, 44% piuttosto pessimista),
meno del 30% è ottimista (solo il 6% fortemente ottimista).
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